Sci nordico al Pian della Mussa
Lunedì, 17 Dicembre 2007 di flaco
Negli ultimi giorni la temperatura è finalmente scesa su valori più consoni con la stagione. Questa mattina, 17 dicembre, nevica. Non si può parlare di freddo intenso, dal momento che la poca neve scende intorno ai 400m già con temperature positive, quindi senza accumulo - negli anni ‘80 si sarebbe parlato di periodo mite. Ma in montagna sabato mattina si sono depositati circa 10cm. Ne approfitto sabato sera (15 dicembre) per scattare un primo piano alla main street di Cantoira, 770m. Qui l’inverno ora appare davvero inverno. Splendono le stelle e ci sono -6°C. Ripeto, nulla di significativo come temperature, ma di questi tempi - abituati a temperature miti, allo scioglimento dei ghiacciai, agli anticicloni sub-tropicali -, il ritorno del gelo sembra un evento anche in montagna. Un evento, anche perchè nelle prossime settimane le temperature sono previste in salita. Per Natale e Capodanno quasi tutta l’Europa pare interessata da moderati scarti termici positivi rispetto alle medie trentennali. Non sufficiente per ripetere il caldo dell’anno scorso.
Domenica ripercorriamo la pista di fondo che porta da Balme al Pian della Mussa. Neve abbondante, intorno al metro sul Piano, grazie agli apporti delle tempeste di föhn durante le scorse settimane. Gli sci sono rumorosi e lenti oggi. Arrivo al Rifugio Ciriè (chiuso!) a 1850m, dove il termometro segna -5°C alle 13h. Si aspettava aria più fredda. Il sole in questa stagione qui non arriva più e quando il cielo è così terso e immobile ristagna aria molto fredda. In basso nel piano insistono infatti sacche di aria assai più gelida.
Discesa al freddo, ma su neve ottima, ben controllabile.
Ps: al Rifugio Ciriè trovati un paio di guanti smarriti. Lasciati al Camussot, se qualcuno li reclama li può trovare lì.
![]() Cantoira |
![]() Balme |
![]() Salendo… |
![]() …al piano. |
![]() Pian della Mussa |
![]() Pian della Mussa |







riflessione a proposito di Vissotski : io non affiderei l’altro capo della corda attanagliato da un simile dubbio, anzi nemanco gli presenterei la fidanzata!!!!
Alcuni sedicenti fautori della lotta coll’alpe sostengono infatti una logica interpretativa leggermente differente del pensiero del Vissotski. Il compagno va portato in montagna e sottoposto alle peggiori angherie e vessazioni (notte all’adiaccio a -20, cammino forzoso con dislivelli erculei, equipaggiamento con zaino 700l modello tsunami). Per un errore di trascrizione dal russo, infatti, il verbo “torturare” sarebbe stato travisato con il verbo “portare”. Io comunque sono scettico su questi revisionismi d’ultimora.