Signora Bovary

Ma che cosa c’è in fondo a quest’oggi di mezza festa e di quasi male,
di coppie che passano sfilacciate come garze stese contro il secco cielo autunnale,
di gente che si frantuma in un fiato senza soffrire, senza capire,
e i tuoi pensieri sono solo uno iato tra addormentarsi e morire.

Ma che cosa c’è in fondo a questa notte, quando l’ora del lupo guaisce
e il nuovo giorno non arriva mai, mai, e il buio è un fischio lontano che non finisce,
di minuti lunghi come il sudore, di ore che tagliano come falci
e i tuoi pensieri solo un cane in chiesa che tutti prendono a calci.
Ma cosa c’è, cosa c’è? Atrii a piastrelle di stazioni secondarie,
strade più strade di avventure solitarie, clown della notte, valigie vuote,
piene di trucchi per tragedie immaginarie.

Telecomandi per i quotidiani inferni, battute argute di architetti postmoderni,
amanti andate, piaceri a rate, pallottolieri per contare estati e inverni.
Ma che cosa c’è proprio in fondo in fondo, quando bene o male faremo due conti,
e i giorni goccioleranno come i rubinetti nel buio
e diremo “Un momento, aspetti…” per non esser mai pronti;
signora Bovary, coraggio pure, tra gli assassini e gli avventurieri,
in fondo a quest’oggi c’è ancora la notte,
in fondo alla notte c’è ancora, c’è ancora…

Francesco Guccini

Una canzone pensata o adatta alle atmosfere autunnali del primo novembre. Una canzone di notte, quando l’ora del lupo guaisce e si rendicontano quanti giorni restano alla fine. Quando solo un rubinetto gocciolante scandisce un tempo implacabile, il sudore ti assale e si mescola all’ansia. Non ci sono illusioni, nè speranze, il mondo segue strade diverse da quelle tracciate dalle tue avventure solitarie. Restano ricerche, domande, desiderio di intuire un senso.

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5 thoughts on “Signora Bovary

  1. ciao Marco,
    Per noi metalmeccanici invece le atmosfere sono quelle degli autunni fine anni settanta e l’ora è quella della lotta.
    Tra licenziamenti e cassa integrazione ci sono in provincia di Torino circa 200.000 metalmeccanici con l’acqua alla gola.
    Se non ci saranno delle risposte esaudienti da parte dei proprietari delle aziende e dalle istituzioni si passerà a proteste meno civili di quelle attuali ………………………..

  2. Hai tutta la mia solidarietà per il lavoro, pavel, ma che l’atmosfera sia quella degli anni 70 ho qualche dubbio. Consiglio basato sull’atmosfera dei giorni nostri: fai un’OPA e comprati qualcosa. Che so io… Telecom, Alitalia, quel che vuoi. Tanto ci sarà sicuramente qualche bad company che ti finanzia con i soldi dei cittadini se hai problemi. Poi quando la società va in culo la rivendi e ci riguadagni.
    Presentati con buone referenze però: come stai a crac (bancari, intendo)? Iscrizione a qualche loggia massonica, amici dittatori ecc?
    Ma Signora Bovary è certo dedicata anche a te, a tutti quelli nelle tue condizioni.

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