Cose di Sea…

Il Vallone di Sea, ampio e tortuoso, ha conosciuto un periodo di notevole fermento grazie a Gian Piero Motti, che con le Antiche Sere ha dato lo spunto di avvio all’apertura di numerose vie sulle notevoli pareti di gneiss che rivestono i fianchi della conca. Sto parlando di un posto selvaggio, nondimeno suggestivo, dove ritrovo ogni volta un sapore assai particolare che sa riservare un angolo di natura un po’ magico e incantato. Ad alimentare questa atmosfera devono essere senz’altro anche i fantasiosi nomi dati alle pareti dallo stesso G.P Motti.

Dunque, una breve premessa. Abbandonai pretese rampicatorie in Val di Sea quando, anni fa, con Carlo si decise di provarne il filtro magico su una delle vie più facili (sul 5+ per intenderci), lo Sperone dei Nomadi. Una delle vie meglio protette del vallone per giunta. Peccato che la salita si rivelò subito assai cupa, su una roccia nera ed ammuffita, ottenebrati dall’agghiacciante presenza di un incombente orrido, oscuro e sinistro. Anche i friend tornarono utili, e dopo una ventina di metri rinunciai alla salita. Cose di Sea… Decisi che non sarei più tornato qui, viste le strane idee ivi vigenti su gradi e qualità della roccia.

Eccoci dunque ad oggi. Renato, che non vedo da prima dei monsoni, decide di rifare un salto in Sea. Con la corda di Ricu per giunta! Pronti! Torniamo sullo Sperone dei Nomadi! Purtroppo preso dall’entusiasmo precedo troppo la deviazione e saliamo su quella che potrebbe essere la zampa destra (occidentale) del Droide. Saliamo due lunghezze assai impegnative, anzi le sale Renato e io arranco dietro. Prima un diedro aperto e fuorviante, poi un tetto assai impegnativo. Poi alla terza lunghezza è tutto bagnato: si scende. Si torna  a cercare lo Sperone dei Nomadi!

Rieccoci infine all’agognato sperone. Osservando bene la parete scopro che anni fa non già salii lo Sperone dei Nomadi, ma l’infida via “I cavernicoli“! Ach! Molte cose trovano un’improvvisa spiegazione! Cose di Sea…

Un po’ scocciato da queste deviazioni di Sea attacco deciso la prima lunghezza: una serie di dulfer e muri di forza e poca fantasia. La terza lunghezza prevede invece una articolata placca, bella, peccato per gli attriti della corda.
Infine bellissima l’ultima lunghezza, con traverso, diedro e tetto. Non necessariamente nell’ordine indicato…

La via è bella, però assai sporcata dai licheni e invasa da rovi, sterpaglie, formiche. Non tutte le soste sono a regola d’arte, la prima è su una pianta gemmosa dal tronco cavo, ma la doppia ha tenuto perchè lo sto scrivendo.

Le giornate passano in fretta quando si arrampica. Il Sea merita una visita, non fosse altro per l’ambiente che qui si respira e la storia che ha raccontato qualche decennio fa.

Clicca sulle foto per una sintetica descrizione

Arrampicate in Val di Sea Arrampicate in Val di Sea
Val di Sea Arrampicate in Val di Sea
Arrampicate in Val di Sea Arrampicate in Val di Sea
Arrampicate in Val di Sea Val di Sea
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11 thoughts on “Cose di Sea…

  1. nota per Ricu:
    dato che hai scambiato la tua corda con la mia (la volta che con Marco siamo stati alla torre carla, prima del monsone), ti pregherei in futuro di lasciarmene magari una di qualità un po’ superiore e non un canapone ‘mummery’

  2. la questione è stata risolta, pare che la corda di cui sopra, in mio possesso (non quella che appare qui, che è mia ma la ho usata poco e me la ero scordata) sia effettivamente mia, quello che non torna è che mancano 3.5 metri. Insomma un giallo alla Lucarelli…

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