Meteo: arriva l’Africa sulle Alpi

In una riflessione meteo di alcune settimane fa ci eravamo lasciati preannunciando un inverno mite, ma perturbato, accompagnato da episodi di neve a bassa quota. Così è stato e sarà nei prossimi giorni, con situazioni qua sulle nostre Alpi Graie Meridionali anche assai difficoltose a causa della risalita termica sulla neve abbondante.

Sembra infatti che stiamo già entrando nella “seconda fase” dell’inverno preannunciata da alcuni modelli. Quella fase ancora più mite, addirittura “calda” per le Alpi Occidentali. Non pensate che anche quest’anno, come da tradizione climatica del decennio, non torni a farci visita il possente Anticiclone Sub-Tropicale di matrice africana! Con ben 1035hPa e forse ancor di più piazzerà il suo massimo proprio sulle Alpi Occidentali, dove in alta quota si realizzeranno temperature ragguardevoli.

“Umiliato” dal ritorno caldo dei prossimi giorni, l’Anticiclone “termico” Russo non si riforma nemmeno sull’Europa Orientale fin dopo Natale. Proprio per questo motivo, solo verso Natale anche le nostre montagne potrebbero accusare un leggero calo termico.

Ecco le conseguenze per gli abitanti della bassa troposfera sulle nostre Alpi Graie:

  • grazie al cielo sereno e al periodo solstiziale nei bassi strati ci saranno forti inversioni termiche. Anche in montagna la neve fresca si comporta come un ottimo reirradiatore, quindi non avremo subito un gran disgelo, la neve anzi dovrebbe assai assestarsi sui versanti meno esposti ed all’interno delle valli.
  • temperature gradevoli specie in montagna faranno da contrasto ad eventuali fredde nebbie nelle zone di pianura

Vediamo il lato positivo di tutto questo: avremo un Natale molto probabilmente con il sole e con la neve residua, farà caldo. Cosa volere di più?

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11 thoughts on “Meteo: arriva l’Africa sulle Alpi

  1. Che proprio sia stato finora “mite” mi sembra quantomeno azzardato!!!! Cari metereologi del cafassese.
    Nel caso decidessimo di salire quella famosa cresta (n.d.r. è un segreto, ovvio) preferirei affidare le previsioni a nimbus oppure all’arpa…ahahahah
    Saluti e…buone previsioni

  2. Qui dicembre è stato mediamente mite, senza periodi di freddo, a parte qualche gelata notturna moderata ed entro le deviazioni standard del periodo.

    Le considerazioni scritte valgono in relazione ai periodi registrati dal mio osservatorio dal 2001 in avanti, con un occhio alle medie climatiche del periodo di riferimento 61-90 che si trovano online per Torino-Caselle.
    Finora, ma è presto per fare i conti, questo dicembre vede temperature medie minime di poco inferiori a quelle di 2006,2004,2003,2002. L’anno scorso sarebbe stato dunque un dicembre così freddo? Eppure andavo ancora ad arrampicare prima di Natale, io lo considero mite!

    Certo, se prendiamo le medie trentennali di riferimento, tutti gli ultimi mesi di dicembre risultano mediamente miti (eccetto 2005 e 2001). Ma questi, appunto, sono i riferimenti, quindi uso quelli. Questo dovrebbe far riflettere, il rialzo termico è ormai assodato e se ce ne dimentichiamo finiamo per ritenere normale ciò che pochi anni addietro non lo era. Qui si aprirebbe tutto un inciso sul significato e l’uso dei termini, come cambiano nel tempo, e non solo nella meteorologia..!
    Come tipologia di tempo, inoltre, quello atlantico-mediterraneo che abbiamo ora viene considerato meteorologicamente “mite”, non certo “freddo”.

    Infine, preciso che mi affido sempre a Nimbus per le previsioni. Io non faccio nessuna previsione, nè ho la pretesa di farla, ma osservo per il lungo termine alcune carte di modelli che si trovano in rete, diffuse da autorevoli centri di ricerca. Penso che ogni alpinista potrebbe far riferimento a queste nozioni ed interpretarle a livello locale per una critica comprensione dei fenomeni atmosferici.

    Non si parla quindi di azzardi, ma di numeri, statistiche, tipologie di circolazioni atmosferiche.

  3. Vorrei aggiungere alcune cose sulle temperature, è pur vero che esse sono mediamente aumentate negli ultimi 20-30 anni come del resto in passato lo avevano fatto in 300-400 anni. Penso che il grave non sia lo scioglimento dei ghiacciai (tra il 1000 e il 1400 i vichinghi colonizzarono la Groenlandia e l’Islanda dove non esistevano quasi più i ghiacciai) quanto il fatto che gli avvenimenti siano troppo veloci e la terra non ha il tempo di adattarsi. Nel medioevo si coltivava la vite nel nord della germania e addirittura l’ulivo in aree dell’europa centro settentrionale; pare che, in base a riscontri come questi, la temperatura fosse di 1 grado più alta della attuale. Il freddo tornò tra il 1400 ed il 1900 (con una piccola pausa nell’800), soleva anche in passato fare inverni tiepidi con nevicate ottobro-novembrine, dice il proverbio: ‘quando nevica sulla foglia(ottobre -novembre) l’inverno si spoglia’ (quand’ ca fioca ‘ns la foja l’invern as dispoja).
    Speriamo nei nuovi protocolli tipo Kyoto.
    Dice bene jcr adesso c’è la neve e allora giù a tirare curve!

  4. Sì, concordo. Durante l’optimum climatico medievale molti ghiacciai erano scomparsi, più o meno come sta avvenendo ora, ma con dinamiche diverse. Che dire poi della Piccola età glaciale, quando, tra il 1700 ed il 1800, i ghiacciai arrivarono a minacciare addirittura Macugnaga. E`un discorso complesso in effetti, da fare in due righe. Ma ci sono molte cose interessanti su cui riflettere.
    Sì sì, viva la neve nelle vacanze di Natale, apprezzo questo fenomeno 🙂

  5. Nelle vacanze se non sei troopo preso dall’esperienza esilarante dello sci, si potrebbe organizzare una ciaspolata e magari successiva arrampicatina o anche no, intanto penso che prima di natale due o tre curve ben fatte vorrei provarle.

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