E via andare

Un anno è andato via, della mia vita, già vedo danzar l’altro che passerà – diceva Guccini ne Il Tema. Fate che saltare questo articolo, è poco interessante, un semplice riepilogo di un anno di reali fantasie.

Cominciamo dalle nuvole. Il 2008 è stato l’anno delle grandi piogge: da inizio a fine, non s’è salvato nemmeno il giorno di Natale, quando ai pochi fiocchi di neve si è subito sostituito l’elemento liquido. Solo marzo, con 12mm, si può ritenere davvero secco. Un anno ancora mite, senza episodi freddi, escluso il rapido passaggio antizonale del 26-28 dicembre che ha portato la temperatura a -9,7°C e 10cm di neve. Relativamente alla stagione, probabilmente l’episodio freddo più significativo è stato quello del 15-16 agosto, con nevicate sotto i 2000m sull’arco alpino. Non si sono registrati giorni di gelo (l’ultimo giorno con 0°C di massima risale ormai al 27-12-2006), mentre le temperature più elevate sono del 5 agosto e 27 giugno (+33,4°C). Dal 2001 la mia stazione meteo osserva e registra instancabilmente. Peccato che voglia tante cure ed attenzioni. La pubblicazione real time prosegue, ha ancora qualche problemino nel caricamento del DB e le query lungo termine, ma siamo a buon punto. La webcam è sporca, lo so, un problema sulla lente interna, un to do da non dimenticare.

Continuiamo con le montagne. La prima parte dell’anno è stata dedicata ad arrampicata e sci nordico. Poi è successo qualcosa di nuovo – e questo per me è qualcosa di molto raro. Mi sono buttato in una nuova disciplina, sulle nevi dello scialpinismo. Senza saperne niente, senza pretese e in modo un po’ audace, sconsigliato dai più. Con la sola curiosità di sapere se potevo sperare qualcosa da questo curioso divertimento. Tutto nato da un improbabile caso della vita. Ed oggi mi diverto anche così.

Se ripercorro il diario dell’anno scopro bei momenti. Le sciate e le arrampicate dei primi mesi. E tra le arrampicate una menzione particolare per la bella salita dei Denti di Cumiana. Poi l’estate con le grandi montagne. Finalmente i Lyskamm, una traversata da tanto pensata, una fantasia divenuta realtà e che mi ha donato quel poco di vera commozione. Ho scoperto una montagna bellissima, ed è stata amica e divertente. Ma non dimentichiamo il Polluce, la Grab Serra, il Gran Paradiso, sotto una montagna patagonica di neve. Le tante arrampicate, tra cui spiccano le novità Talucco e Sea – esplorare da vicino le pareti del Sea lascia un ricordo particolare, come ogni visita in quel mondo incantato quanto incombente. La giornata senza fine di Traversella. Le tante giornate a Lities, Biollè e altre falesie delle Valli di Lanzo. Ailefroide e il suo granito meritano altre visite! Tante montagne da vedere, fotografare, respirare con la mente fino ad esser intrisi dalla loro essenza.

A guardarsi intorno corrono tempi cattivi. Le persone “normali” si sbranano per strada; a solidarietà di facciata si contrappongono quotidiane meschinità, basta tuffarsi ogni giorno nel traffico cittadino o seguire le vicende politiche per rendersene conto. Chi frequenta la montagna non è esente da questo umore. Sulla vetta del Gran Paradiso le guide si spingono e inveiscono per spartirsi quel poco spazio di vetta. È poi storia di questi giorni: in nome di una malsana sicurezza si vietano attività in montagna, si fanno multe, si reprime ciò che non può esser ricondotto a schemi precisi, consolidati e burocratizzati; di gran passo si viaggia verso quella società ben descritta da sceneggiature visionarie, a tratti sarcastiche di film come Brazil o Blade Runner.  Ancora una volta mi è caro ricordare il pensiero di Gian Piero Motti ne I Falliti e le Riflessioni. Non andare cioè in montagna per essere migliori o fuggire da qualcosa, ma per riscoprire la spontaneità, per passare un po’ di tempo con gli amici, ritrovare la semplicità che c’è solo nel vento e nei colori della natura. Difficile è però cogliere questa essenza, quando la morale insegna che la natura è solo elemento di sfruttamento, mentre l’egemonia cattolica ricorda che ogni difficoltà (salir le montagne stesse!) è necessaria dolorosa prova di espiazione. Non si tratta quindi di semplificare, ma di trovare il semplice!

Sovente questo sito ha un taglio sintetico, impersonale. Ma tutto quanto raccontato si è reso possibile grazie agli amici, a chi ha creduto a questi percorsi, a chi mi ha aiutato, invogliato o seguito. I loro nomi li avrete letti qua e là tra queste pagine, in varie circostanze. Grazie a tutti!

Ci sono poi eventi cui tengo e che non han trovato spazio su questo sito. Uno su tutti lo storico concerto di Springsteen a Milano, con nota di merito per Andrea, autista infaticabile nell’interminabile notte di guidata determinazione per riportarci tutti a casa. Drive all night!

Avrei altre cose da dire, ma mi fermo qui.
Bene! Dove ci porteranno gli spiriti dell’aria il prossimo anno?

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