Via del Pesce d’aprile

Renato in azione!

Pur essendo estremamente affascinato dalla figura di Gian Piero Motti, non avevo mai salito sue vie in Valle Orco. Senza dubbio per le difficoltà, e questo è già di fatto un argomento definitivo. Ma anche perchè queste pareti sono diventate simbolo e scettro di un mondo di critiche, revisioni, polemiche che hanno un po’ snaturato la magia di questo ambiente. Così proprio qui, dove Motti sogna un arrampicare privo di eroismo e gloriuzza da regime, oggi vari difensori autoproclamati di un’etica mai nemmeno pensata da Motti spaccano chiodi e spit. Dimenticando però di spaccare anche quelli delle soste che, chissà perchè, sono concessi.

Ma lasciamo perdere l’etica, della quale ci frega poco, e invece parliamo di questa stupenda visione di Gian Piero Motti, che con Mike Kosterlitz inventa questo scherzo: una via aperta a nut, strumenti allora pressochè sconosciuti in Italia. Ma già ben noti dal fisico scozzese, allora studente presso il Politecnico di Torino. Uno scherzo per gli amici e primi ripetitori –  ma come saran saliti senza protezioni?!

Prima di salire andiamo a vedere la meravigliosa cascata di Noasca!

...è bellissima!!

Oggi mi concedo una salita da zavorra: tira Renato, assicurato da GFB. Io scatto foto, prendo il sole e faccio il gavanut. La via all’inizio sembra assai più sostenuta del V dichiarato, tant’è che temo di faticare non poco a salire muri e brevi tetti incombenti, dove Renato appare subito come un energumeno sfrenato. In realtà le prese sono nette e si sale più con la testa che non con la forza. Un merito in più per il nostro socio primo di corda. Ovviamente la salita è caratterizzata da fessure e diedri, da superare per lo più in dulfer e opposizione.

Renato sui primi muri

GFB in vigile assicurazione

Un po’ più difficile è il diedro affrontato dall’inizio: è senz’altro il tiro chiave. Nella celeberrima guida di G.C. Grassi questo tratto viene solo dato di IV/V- (Gran Paradiso e Valli di Lanzo, le 100 più belle ascensioni ed escursioni).

Renato sul diedro

Renato parte in direzione del diedro, caratteristica morfologia di queste vie in gneiss occhiadino, piccole imitazioni dei big-wall californiani.

Diedro del pesce

Il diedro appena superato

Fessura terminale

Renato sulla fessura dell'ultima lunghezza, una classica salita ad incastro.

La giornata termina con una gran ravanata tra rovi sul sentiero di ritorno ed una pausa ristoratrice in una delle tante piulase della Valle Orco. Ho perso il cellulare, maledizione!

Un saluto e doveroso ringraziamento ai compagni di viaggio in questa bellissima giornata.

Torre di Jamonin

Torre di Jamonin, visione d'insieme. Al centro il diedro della Via del Pesce d'aprile.

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5 thoughts on “Via del Pesce d’aprile

  1. Tranquillo, il tuo cellulare è stato ritrovato da una lucertola che pigliava il sole, puoi tornare a prenderlo ma ti devi rifare il diedro poichè l’animale abita in una fessura da quelle parti !

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