Acque

Non chiudiamo l'acqua!

Acqua che va

L’acqua è forse il bene più prezioso. Bello, decorativo, risorsa primaria che consente di vivere. Protagonista di devastazioni e avversità, ma anche di belle canzoni, come la Acque di Francesco Guccini e Dolcenera di De André.

Nelle città sta diventando un bene da razionare, da non sprecare, perchè comincia a scarseggiare. Inquinamento, modifiche ambientali e climatiche stanno rendendo critico questo bene assolutamente necessario.

Un tempo si credeva l’acqua un elemento tipico del nostro pianeta. Negli ultimi anni si è scoperto che ce n’è un po’ ovunque: sulla Luna, nelle comete. Europa, una luna di Giove, è un pianeta d’acqua formato da un enorme oceano liquido sotto una crosta superficiale ghiacciata. C’è acqua su Marte, un ottimo laboratorio per vedere la Terra del futuro, quella che potrebbe esser tra miliardi d’anni dopo la perdita dell’atmosfera. Un futuro che potrebbe esser accelerato dai cambiamenti indotti dall’uomo tramite l’effetto serra e l’utilizzo indiscriminato delle risorse naturali.

E qui torniamo alla nostra acqua. Quella della foto l’ho ripresa in una delle tante amene località del Parco del Gran Paradiso. Un tempo queste fontanelle erano numerose. L’acqua era corrente per definizione. Nessuno si sognava di chiuderla, per risparmio o spreco. Spreco per chi? Fa parte del naturale ciclo che l’acqua scorra libera verso il basso, alimentando fiumi, irrigando i campi, portando ovunque il suo beneficio. Per i montanari, almeno quelli più anziani, è ancora così, e si stupiscono quando qualche turista interrompe il millenario scrosciare.

Oggi il pensiero industriale ed economico si sta estendendo anche all’acqua, così come ad ogni aspetto della nostra vita. L’acqua che corre senza controllo e senza portare un profitto tangibile è uno spreco. Da notare che è uno spreco ciò che non porta profitto al processo economico: un utilizzo indiscriminato quindi è un profitto. Ci sono già i primi metodi per controllare le precipitazioni (dove, quando), mentre il processo di fabbricazione artificiale della neve è ormai un dato di fatto.

Ben vengano la conoscenza e la tecnologia, se migliorano l’efficienza di metodi e processi. Preoccupa un po’ la finalità. Se l’unico obiettivo è quello economico, il controllo di una risorsa per un guadagno immediato, i risultati potrebbero esser preoccupanti. Il passo successivo sarebbe breve. Ovvero la privatizzazione. Che è quanto si sta deliberando in questi giorni.

L’acqua e il libero mercato. Più aumenta la domanda, più aumenta il prezzo; più aumenta la domanda, maggiore è il profitto. Assumere una posizione dominante sul mercato significa inoltre controllare una risorsa assolutamente strategica. Un bene per l’economia e la finanza, i meccanismi che abbiamo deciso debbano controllare e determinare il funzionamento di ogni cosa. Anche le persone in fondo sono solo risorse umane, non sfuggono a questa visione. Hanno un prezzo e devono essere controllate in modo da produrre il maggior profitto possibile.

Un male, invece, per chi pensa che l’acqua dovrebbe esser libera e di tutti, per chi pensa che i beni primari dovrebbero essere tutelati per evitare sperequazioni; privi di brevetti, ma garanzia di possibilità, sopravvivenza e sviluppo. Ci aspetterà un futuro alla Mad Max?

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5 thoughts on “Acque

      • Ed elli a me: «Non vo’ che tu paventi;
        lasciali digrignar pur a lor senno,
        ch’e’ fanno ciò per li lessi dolenti».

        Per l’argine sinistro volta dienno;
        ma prima avea ciascun la lingua stretta
        coi denti, verso lor duca, per cenno;

        ed elli avea del cul fatto trombetta.

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