Vagando in Valfredda

Fondo del vallone

Partenza mattutina in una primavera natalizia.

Ci si propone di salire una bella vetta, ma sono sempre le montagne, invece, a scegliere da chi farsi salire e quando. Può capitare che una montagna, un giorno, non voglia farsi salire. Semina confusione tra i valloni che ne difendono l’accesso, si occulta dietro una cortina di nubi bianche che si confondono con il cielo.Viceversa, un’altra montagna lì vicina può apparire bella e slanciata, evidente, con pendii luminosi ed una neve perfetta e splendente. La valle  la sembra indicare nel suo  sviluppo come l’unica montagna da salire.

L’intenzione questa mattina è di salire la classicissima Punta Sommeiller, sopra Bardonecchia, nella Valle di Rochemolles. Partiamo nei pressi del lago. Primo giorno in cui non si prevede pioggia dopo un mese di acqua. Infatti al mattino nevica. Il paesaggio è di un candore invernale. Saliamo tra scomode chiazze di neve in direzione del Rifugio Scarfiotti. Ci arriviamo dopo una penitenza di 1h30′ passata su un terreno pianeggiante, ma una neve che sprofonda fino  al terreno, una vera granita acquosa ed inconsistente. Traversi eterni dove mi spello i talloni.

Sopra il Rifugio la situazione migliora leggermente. La Punta Sommeiller dovrebbe essere una classicissima della Val Susa, ma non ci sono anime vive per chilometri quadrati, eccetto alcuni camosci, marmotte e aquile (ma privi di sci). Arrivati intorno ai 2400m cerchiamo di orientarci tra la nebbia che cinge le montagne, ma non abbiamo le idee chiare. Giunti in direzione del Passo dei Fourneaux, appare un dedalo di collinette, valloncelli e… e dov’è la P.ta Sommelier? Si vede solo tormenta nella direzione in cui dovrebbe esistere quella cima. Secondo Jcr per la P.ta Sommelier occorreva passare nel vallone adiacente, presso il Colle Sommeiller e salire il versante  W – è vero, probabilmente è la via di accesso più semplice e diretta -, io non ci capisco più nulla. Continuo a guardare la P.ta d’Almiane e P.ta Valfredda, dove splende il sole, e quando realizzo che la nostra vetta è invisibile e altrove provo un po’ di sconforto. Delusione anche per Jcr che avrebbe voluto arrivare in cima per…

Ma non arriveremo su nessuna vetta. Aggiungiamo che c’è neve zoccola (cioè si attacca sotto gli sci rendendoli pesanti come fossero d’uranio), che occorre battere traccia e si alza un freddo vento. In un recondito valloncello una vampata di sole crea istantaneamente un caldo opprimente, incredibile nella rapida genesi e negli effetti. Effetti meteorologici locali assai singolari.

Terminiamo la salita ai 2901m del Passo Valfredda, raggiunto assecondando le circostanze. Poco dislivello, ma uno sviluppo notevole su neve ostile. Qui al passo, consultando la cartina, Jcr ha l’idea di scendere la Valfredda. Ottima intuizione per completare un lunghissimo giro ad anello. La prima parte della discesa è davvero spettacolare, su un superlativo manto di neve incontaminato  e polveroso degno delle migliori nevicate invernali.

Discesa indimenticabile fino alle Grange della Busa, dove ci riposiamo su un traino per barche – com’è finito qui?

Segue una discesa eterna su neve quasi pianeggiante e sprofondosa, tormentoso metti/togli sotto i 2200m. Arrivati alla Grange La Croix ravaniamo in una ostile foresta di conifere per tornare all’auto presso la diga.

Il bilancio della giornata? La montagna è bella così, non sai dove vai, cosa raggiungi, quali improvvise sorprese riserva il cammino. Si è trattato di un anello bellissimo dal punto di vista  ambientale e paesaggistico. Ampie distese di neve incontaminata, radure e valloncelli disseminati nella raggiera delle vette che ci circondano; qui si ritrova il senso del piacere per l’immensità e isolamento totale nel tranquillo mondo della montagna. Soprattutto per questo consiglierei la gita, senza dimenticare che la discesa della parte superiore della Valfredda merita davvero. Da non trascurare il notevole sviluppo, che rappresenta il vero impegno del percorso a scapito dello scarso dislivello.

Le foto oggi provengono dall’archivio jcr, ho dimenticato la macchina fotografica, per fortuna solo io.

Partenza

In partenza, poco prima di arrivare alla diga del Lago di Rochemolles

Fondo del vallone

Un bel paesaggio natalizio poco oltre la diga.

Il tempo migliora

Risalendo l'ampio Vallone di Rochemolles

Forra

Un Vallone che presenta anche alcuni tratti accidentati.

Si continua

Verso l'alto comincia a spuntare la remota Punta Valfredda, che non riconosco se non a posteriori.

Valfredda

Questi pendii mi piacciono proprio.

Nella parte superiore del Vallone di Rochemolles.

?

La Punta Galambra

Zoccolo

I miei sci trasportano neve.

Nebbie al Sommeiller

Questa non so che vetta sia, si è vista così solo per un attimo, ma penso proprio che fosse la vetta che volevamo salire!

Valfredda

Panorama dal Passo di Valfredda

??

Una bella vetta, probabilmente la Punta Galambra.

Colle di Valfredda

Jcr raggiunge il Passo di Valfredda.

???

Bellissimi pendii

Colle di Valfredda

Passo di Valfredda

Valfredda

La lunga Valfredda che percorreremo in discesa.

Valfredda

Un bel cumulo

Valfredda

Nella Valfredda

Valfredda

Ampi pendii incontaminati.

Valfredda

Durante la discesa.

Valfredda e vallone disceso

Il vallone disceso con al centro il Passo di Valfredda.

Tracce

La nostra discesa.

Tracce animali

Parte bassa della Valfredda, seguendo le tracce della volpe.

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5 thoughts on “Vagando in Valfredda

  1. ciaoo
    consolatevi anche noi domenica su di lì…ma sommellier sempre coperto mentre tutte le altre punte al sole o quasi…quindi non voleva proprio farsi salire o sono le altre punte che, un po’ gelose, richiedevano attenzioni…buone gite

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