Eccoci all’inverno

2010: la parola d’ordine è normale. Un anno in media, a parte la pioggia –

La centralina meteo di Cafasse sta chiudendo l’anno con un solo dato su tutti particolarmente interessante: dal 2001 questo è l’anno più piovoso. Per il resto il 2010 sta trascorrendo con una normalità affascinante. Si è aperto con un gennaio che, pur nella media molto mite dell’ultimo decennio, è stato il più freddo assieme a quello del 2002. E se nel 2002 a tener bassa la media ci hanno pensato i venti nord-orientali, nel 2010 è stato il ritorno della nebbia a decretare alcune giornate di gelo. La nebbia, un altro elemento che mancava da tempo.

Tempo normale, dicevamo. La primavera è stata piovosa, l’estate moderatamente mite e, infine, sta volgendo al termine un autunno brumoso, mite, umido e molto piovoso. Ogni stagione si è ovvero connotata con i suoi elementi più tipici e distintivi.

Cosa ci aspettiamo, qua sulle nostre Alpi Graie Meridionali, quest’inverno? Escludiamo subito le previsioni stagionali, quest’anno piuttosto instabili (citiamo ad esempio la fonte NCEP). Piuttosto vediamo come inizia l’inverno, perchè come sempre l’avvio la dice lunga su come può continuare la stagione.

Ai primi di dicembre le previsioni lungo termine vedono una sostanziale continuazione dell’autunno al di sotto dei 46°-50° di latitudine. Ovvero a sud della catena alpina. Allo stesso tempo abbiamo invece un cambiamento netto di circolazione a nord di tale latitudine, con frequenti avvezioni gelide da nord-est, coadiuvate dal formarsi di veri e propri anticicloni termici, come quello russo-siberiano. In quota abbiamo invece una saccatura proveniente dalle regioni  siberiane. Si prospetta un nuovo inverno gelido in Scandinavia, con il Mar Baltico che dovrebbe tornare a gelare oltre il normale.

Ma torniamo al nostro angolo di Alpi. Come l’anno scorso, tale situazione atmosferica sopra descritta, normale in inverno, ma non negli inverni degli ultimi vent’anni, può incentivare la formazione depressionaria nei dintorni del Golfo Ligure. Sembrerebbe prospettarsi un inverno mite e perturbato, con nevicate fino a quote medie. Simile a quello del 2008-2009, escludendo precipitazioni record che non possono essere inquadrate in una evoluzione di massima come quella che stiamo descrivendo.

Allo stesso tempo, la presenza dell’anticiclone termico in Europa potrebbe non escludere alcuni momenti freddi. Se così fosse potremmo avere un inverno dalle caratteristiche normali, andando a completare in modo coerente quando accaduto per le altre stagioni che hanno attraversato quest’anno.

In altre parole, ottime prospettive per gli amanti dello sci e solo un po’ meno per gli estimatori del ghiaccio verticale.

Ma non dimentichiamo che un anno normale come questo è prima di tutto gradito dall’ambiente e dall’intero ecosistema. Buon inverno!

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15 thoughts on “Eccoci all’inverno

    • Sì, mi riferivo soprattutto all’anno complessivamente.
      Il prossimo inverno da noi sembra in prevalenza piuttosto mite rispetto alle medie meteorologiche di riferimento (1961-90). Ma non escludiamo qualche sorpresa fredda, magari favorita dall’interferenza delle polveri eruttive del vulcano islandese… 😉 Ed il previsto ritorno dell’inverno vero in una significativa parte dell’Europa è comunque un segnale interessante.

  1. e che neve sia! però quest’autunno ha piovuto davvero troppo(e sempre nei fine settimana) e indovina cosa: tempo bellissimo e soleggiato per tutta la prossima settimana, però(e si’ c’è il però!:))dal prossimo sabato pioggia e neve…che novità!:)

  2. Prima o poi un weekend normale lo dovrà pure fare!
    Ormai sento un formicolio dietro le orecche, saranno le branchie?
    Ho da tempo un solletico ai piedi, saranno le pinne?
    Da tempo ho mal di schiena, sarà la pinna caudale?
    Mi sto trasformando in uno squalo? (speriamo quello tigre!)

    • eh eh eh
      Speriamo in neve, visto che qui l’autunno è stato un po’ deprimente.
      Quest’anno le tendenze oscillano tra gran caldo e gran freddo tra pochi gradi di latitudine; una vivacità imprevedibile che se non altro potrebbe portare contrasti piovosi/nevosi. Dai che magari si organizza una uscita interregionale 🙂

  3. gira e rigira capito da queste parti… mi sbaglio o prima abitavata su un’altra piattaforma? oppure mi soo perso una puntata?
    Qualche giorno fa citavi un articolo di cardonatti sui “fallimenti”. Me lo faresti avere, pagando bene? Ho in testa qualche racconto in cui si parla proprio di famiglia(e), montagna e loro intersezioni.
    Grazie mille
    Gp

    • Ciao Gianpaolo, ci siamo scritti tempo fa, io sono “nato” qui su wordpress.

      Ti riferisci a questo? L’ho scritto qualche anno fa.

      In realtà ho solo preso a pretesto la citazione del Cardonatti per dire che ci sono due modi per non arrivare alla montagna. Faticare a capire la montagna e a viverla nel modo giusto (leggi Motti) e non poter andare in montagna causa famiglia. Io dico: se uno si sposa, fa figli eccetera e poi reclama che non può più andare in montagna peggio per lui, se l’è voluta. Eh eh eh sono drastico.

      Ti consiglio “I falliti e altri scritti” di G.P. Motti, è il libro curato da Camanni.
      L’annuario del CAI di Venaria con l’articolo di Cardonatti putroppo lo hanno rimosso. Se lo ritrovo da qualche parte te lo faccio avere.

      Complimenti per il tuo blog e la passione che lo anima.

  4. Precisamente quello. Se drastico ma hai riassunto la cruda relatà dei fatti (è un po’ quel che è capitato a me). Ci soo tanti odi per “reagire”, e non si possono riassumere nel semplice “accontentarsi”. Ma è un questionedi equilibrio mentale e di scelte, come quelle che ha fatto Motti, a suo tempo.
    Il libro curato da camanni è lì, dalle parti del comodino. Quando sono in cerca di ispirazione lo sfoglio alla ricerca di punti interrogativi
    Ho riaggiornato il blog-roll su ventefioca per non perdere più il filo d’arianna!
    Ciao
    Gp

    • Sottoscrivo, hai ragione. Confesso che non ho mai avuto questo imbarazzo del dover scegliere… e non me ne dolgo! Ma in fondo non vale solo per la famiglia. Ogni aspetto della vita penso comporti scelte. A me piace anche passar le notti a scrutar stelle e cielo profondo. Ma l’astrofilia poco si concilia con le alzatacce dell’alpinismo. Quindi non è questione di “accontentarsi”, ma appunto di scegliere.
      Grazie per il link
      A presto

  5. Io diffido sempre dei maestri o simil tali, Motti, persona egregia, non ritengo possa fornire esempi ma solo testimonianze del suo essere alpinista.
    Con tutto il rispetto, sul comodino preferisco un libro di Gabo

    • Eh, il comodino ha ospitato molte degne persone. Degne in quanto propositive di idee, interrogativi o sassolini, utili per fermarsi un attimo – anche solo per toglierseli e camminare meglio. Condivido e concordo su maestri e simili.
      Gp

  6. Pingback: Dicembre e prospettive meteo « Reali fantasie di nuvole, montagne, e altre amenità

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