Clean skiing, ed è subito successo!

Nel fervore frenetico dei nostri tempi, alla ricerca di disciplina e morale, ecco approdare una mentalità sciistica che sta facendo scalpore. Basta con la banalizzazione delle montagne! Per tutti quelli che credono che le montagne non debbano essere un teatro di giochi per il proprio divertimento arriva il clean skiing, come dicono gli anglosassoni!

Ovvero sci pulito. Consiste nell’attraversare il pendio lasciandolo intonso come se non ci fosse passato nessuno. Per esercitare propriamente questa tecnica occorre salire e scendere con un enorme scopone (tecnicamente detto ripristinatore) opportunamente collegato dietro lo sciatore. Salendo e scendendo, ad ogni scodinzolata  lo strumento provvede a riuniformare il manto nevoso ed eliminare ogni traccia di passaggio.

Per molti anni per andare in montagna sembrava occorresse abbassarsi ad ogni genere di umiliante compromesso – interviene Richard d’Argent, uno dei principali sostenitori di questa disciplina. – Ma da oggi basta! La montagna è una cosa seria. Se uno ci vuole andare, ci deve andare come stabiliamo noi. Fatto salvo questo punto possiamo anche democraticamente discuterne, è un nostro piacere permettervi di credere in quel che pensiamo.

Con l’eccessiva liberalizzazione dei decenni passati non era più possibile trovare avventura in montagna – puntualizza Alexander Vanghelius, convinto praticante del clean ski – ora, con la mancanza di tracce, ognuno potrà finalmente sobbarcarsi il dovuto rischio che la montagna deve richiedere. Chi non vuole rischiare, chi non ha coraggio, stia a casa: questa è l’unica dura vera legge dei severi pendii nevosi. Al massimo, possono essere previste delle effimere clean track, ovvero segni che possano indicare la via a puro scopo segnaletico, meglio se fuorviante.

Il clean skiing risolve l’annoso problema etico delle tracce di salita. Queste tracce, cancellate ad ogni passaggio, finalmente non sono più sfruttate e banalizzate da chi segue lo sfortunato apritore. Ognuno può salire e scendere come se fosse il primo della Storia ad affrontare la montagna, la neve ed i suoi pericoli imprescindibili.

Attenzione a non confondere il clean skiing con il trad skiing. Quest’ultimo, più radicale, consiste nell’andare a sciare solo con sci di legno di frassino e attrezzatura all’Adolfo Kind, ovviamente senza ARTVA, che a quei tempi non esiste ancora. L’utilizzo dell’ARTVA è comunque dibattuto anche tra gli adepti del clean skiing, i quali però non ritengono vincolante rinunciare alla praticità degli sci moderni.

Il clean skiing sembra sfondare anche nel mondo delle competizioni dove, per risparmiare nel peso, si utilizzerebbe la sonda per collegare il ripristinatore.

E chi va sulla neve senza sci? Un largo consenso nel ritenere quest’eventualità inaccettabile è scontato. Pare siano allo studio opportuni processi di demonizzazione e transevaporazione da riservare a racchettari e sautabealere (o snowboarder, come dicono gli anglosassoni).

Questo articolo è sponsorizzato da skintupin – la nuova linea di abbigliamento in acciaio temprato a prova d’urto da conifera.

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6 thoughts on “Clean skiing, ed è subito successo!

  1. Mi dichiaro completamente d’accordo, l’unico problema è la crosta, una volta rotta per ricomporla non basta lo scopone ci vuole una specie di aratro rivolgitore e relativo rullo che rimetta a posto il tutto. Forse il problema sarà il peso (se è in acciaio) ma con le fibre di carbonio si potrà risolvere.
    Per quanto riguarda il trad-skiing, dipende se vogliamo praticare old-trad-skiing oppure new-trad-skiing, come in arrampicata il new trad adopera gli ultimi ritrovati della tecnologia ( contraddizione?…) anche nel trad skiing si possono usare gli sci di ultima generazione ma è obbligatorio frenare a raspa e curvare a stem christiania, mentre old trad skiing potrebbe essere il Telemark, come già si fa, ma con vestiti di corteccia di betulla e pelli animali (qui però si sconfina nel trad-trend-fashion skiing). Mah , chi vivrà vedrà.

  2. andare in montagna e non rompere le palle agli altri
    vivere e lasciar vivere

    domanda:” Dove si inseriscono la ramazza risistematrice del manto gli sciatori “puliti” per scodinzolare in modo ottimale?”

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