Rocciamelone

Cresta SE dal Colle Brillet

Non so se tutti hanno capito ottobre, la tua grande bellezza – diceva una canzone. Adoro l’estate, ma ho per questo mese che dell’autunno è principe una predilezione in alcune sue irripetibili atmosfere. Fatte di silenzio, aria immobile, lucidità e senso di pace. E piacere di salire sopra le nuvole, senza volare, a piedi.

Non fa ancora freddo, un po’ di aria fresca è arrivata, ma solo in pianura. Così la decisione all’ultimo momento è di salire verso Malciaussia a fare la SE al Rocciamelone, o più probabilmente qualche altra vetta nella zona dell’Autaret. Purtroppo arrivati a Germagnano un cartello ammonisce che la strada è chiusa! Non si sa perchè, forse qualcuno con i SUPERPOTERI ha deciso di anticipare l’interdizione invernale.

Ci buttiamo così in Val di Susa, alLa Riposa, dove tra l’altro non sono mai stato. La nebbia è così fitta che risulta impegnativo vedere la stretta carrozzabile che sale tra le conifere. Verso le 7h45′ riusciamo a metterci in cammino seguendo fiduciosamente il sentierino che si snoda sui pascoli rugiadosi. Oltre i 2500m la rugiada diventa galaverna. Le pietre si coprono di verglas. Puntiamo al Colle Brillet per fare la cresta SE (F+/PD) della bella montagna. Elegante a vedersi, ma anche giustamente poco apprezzata per la roccia. Abbiamo corda, piccozza, ramponi, protezioni varie, cordini perchè, pur essendo sicuri che non c’è neve, la prudenza s’impone.

Come annunciato dall’alta pressione e dalle previsioni meteo, sopra i 2700m ci lasciamo le nuvole sotto i piedi. Ci aspetta una gran bellissima e mite giornata. Si sta bene senza guanti, nonostante la stagione nessun segno di neve recente. Il tratto più delicato è il superamento delle Rocce Rosse, una serie di tre spuntoni che precedono lo spigolo che forma la piramide del Rocciamelone. Difficoltà sul II+, con tratti di III e al massimo singoli di III+.  Il tratto è caotico e non risulta sempre semplice reperire la scelta migliore per salire e scendere gli spuntoni.

Non abbiamo usato la corda, ma col senno di poi forse un paio di tiri ci stavano. Superati gli spuntoni la cresta si fa semplice e lineare. Con pochi passi di II si arriva alla selletta dove parte lo spigolo che porta in vetta, la cresta SE del Rocciamelone. A tratti noiosa, ma non mancano sezioni di I e II grado. Volendo un passo un po’ più duro su una parte a tre quarti della parete.
Per le difficoltà molto dipende come si interpreta la salita, ma abbandonare la cresta significa finire in tratti molto marci e infidi. Occorre ricordare che qui dominano i scisti, assai lamellati e friabili.

Più di tutto conta la gran bella giornata, il bell’ambiente decorato dal mare di nuvole, livellate con precisione ammirevole, bianche come la neve che ancora manca. Stare qui tra queste montagne è esser parte di qualcosa che riempie di piacevoli sensazioni.

Ringrazio Walter per aver proposto questa bella ed insolita via salita, a me non sarebbe mai venuta in mente.

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