Cinquetti a Rocca Sbarua

Sul diedro estetico

Sul diedro estetico

Forse l’avevo già scritto: mai lasciare le cose a metà. E così rieccoci a Rocca Sbarua per finire la via Cinquetti, lasciata  a suo tempo nella pioggia di un umido autunno.

Anche questa è una giornata dal sapore primaverile, tiepida, con la roccia calda e nessuna traccia di neve o ghiaccio sulla Rocca. Il föhn impera. Una gran bella via, oggi semplice, ma un indiscusso capolavoro per i primi salitori degli anni ’30. Esteticamente ineccepibile, offre assaggini di un po’ di tutto: diedri, fessure, placche, traversi, dülfer. Su di uno gneiss molto aderente. Un rilassante piacere della roccia, che libera la mente e rende piacevole il viaggio sulla parete soleggiata.

Ahimè, per inciso, mi è caduto un contenitore con un bell’orologio, malediz! Per un fortuito caso le chiavi della macchina erano da un’altra parte (rischiato incubo totale).

Gradevole salita

Sulla via Cinquetti

Expo

Comodo terrazzo con vista

Nel sole di gennaio

Prima dell'ultimo traverso

 Saliti in stile leggero e allegro. Con Paolo e la neofita Cristina – le tue bacche tibetane sono eccezionali! – che dimostra ormai padronanza dell’ambiente. Un particolare ringraziamento a Giancarlo, per le corde, l’attesa e la compagnia in questo giorno di gennaio teporoso a Sbarua. Giornata terminata nel crepuscolo serale di Casa Canada.

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6 thoughts on “Cinquetti a Rocca Sbarua

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