Vaccarezza

Quando arriva Paolo mi devo ancora bere il cappuccino della colazione. La giornata si prospetta di un gran sole primaverile. C’è anche Alex con il suo rinnovato bagaglio di voglia di montagne.

Saliamo verso la Vaccarezza, la montagna per le miti giornate invernali, quelle della neve che manca, del caldo che ti respira addosso, delle primule fiorite e dell’aria tersa. Quella che pulisce e ti pulisce.

Arrivo in vetta con la calma e il silenzio che cerco oggi per allontanare il mal di gola e tutte le cose che non vanno nel mondo. Mi lascio cullare dalla luce del sole accecante, lo sguardo qui è così vasto che spazia oltre ogni possibilità. Sul Monte Rosa è già tormenta. Lontano, lontanissimo sugli Appennini c’è la solita banda di nuvole basse – ma perchè?

Solita discesa ravanosa sui prati pettinati dall’erba d’oro. Finale di giornata sui meloni.

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5 thoughts on “Vaccarezza

  1. Gìà, perché ?

    Che sofferenza sapere che dovrò tornare lì sotto. Nella camera a gas della mia città.

    Condivido il tuo pensiero “il silenzio che cerco oggi per allontanare il mal di gola e tutte le cose che non vanno nel mondo”.

    Capisco perfettamente.

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