A cavallo del Rosa

Sul filo del sogno

“Sul filo del sogno…” – sulla cresta SE della Piramide Vincent

Le vette del Rosa hanno un fascino molto attraente, un sapore alpinistico che, vista la quota, consente ancora di vivere quegli ambienti glaciali che in altri luoghi non esistono più. Gli impianti a fune, infine, consentono di salire più vette in giornata, realizzando traversate molto gradevoli.

Oggi l’organizzazione di Ziano cade per la traversata Giordani – Vincent (cresta SE, naturale prosecuzione della Cresta del Soldato) e Corno Nero. A parte la cresta della Vincent stiamo parlando di vie normali, l’impegno complessivo non supera il PD+ ed è concentrato nella cresta SE della Vincent. In effetti sono scenari fantastici, ed è davvero consigliabile almeno una volta ogni tanto fare un po’ di “alpinismo classico” su itinerari non a torto molto frequentati.

Arrivati a Punta Giordani mi rendo conto che Ziano, in preda a traumi post-romantici e tormentato da dubbi etici ed antropologici decide di forzarci la salita in puro stile ultratrad clean from friend. In poche parole – ci spiega – friend e nut sono invenzioni tecnologiche che non consentono un approccio onesto con la montagna. Bisogna salire solo con fettucce, che hanno un comportamento più morbido con le fessure e stimolano gli spuntoni. Inoltre, visto che non è poi così difficile, saliamo prevalentemente in conserva (la conserva con le fettuccine è buonissima). Così, fatta scorta di fettuccine, ci avviamo lungo la cresta.

Il primo passaggio è un muro di rocce rotte e franose, cui segue un ripido pendio di neve. Le recenti nevicate richiedono di superare tutta la cresta con i ramponi, roba da mistomani. Poi è tutto un susseguirsi di placche e muretti, con alcuni tratti davvero affilati di roccia e neve, in cui non mancano esili cornici. Non è banale, ci sono tratti in cui è meglio fare assicurazione. L’ultimo risalto appare assai ripido, ma è anche facile ed elegante. Favolosa l’uscita sulla cresta nevosa finale.

Scendiamo al Colle Vincent e, avviati sull’ultimo ripido pendio del Corno Nero, Ziano in preda al trad clean from rope abbandona la corda per raggiungere in solitaria la vetta del Corno. La neve è perfetta. Ci ritroviamo in punta per la foto. Da notare sul ghiacciaio numerosi insetti, in particolare una certa forma di ape. A volte sono sparati in alto dalle correnti ascensionali, ma oggi non è giorno di temporali, anzi c’è un fastidioso vento di föhn, assai freddo. Solo nella conca sotto la Vincent troviamo una dolina di aria caldissima. Dovrò consigliare ad Andrea di mettere un po’ di arnie  su di qui, per fare il miele di ghiacciaio.

Una morbida discesa su neve pappona ci riaccompagna alla Punta Indren.

Dalla Giordani

Da Punta Giordani, vista sulla cresta SE della Vincent. A destra il Corno Nero e lo Ludwigshöhe.

Primi assaggi

Subito sopra il primo muro della cresta SE, quello che si contorna in parte a destra.

Sul filo del sogno

La cresta percorsa sin qui. Sullo sfondo la Punta Giordani.

Relax

Piacevoli momenti di cresta affilata!

Una bella cresta a 4000m

Verso la vetta nella seziona mediana

Passaggi solari

Non mancano bei passaggi su roccia salda

Lungo la cresta

L’ultimo tratto prima di sbucare sulla cresta sommitale. Da notare la perfetta esecuzione della conserva protetta a “corda tesa”.

Vincent: cresta SE

Visione complessiva della cresta percorsa.

Ripido sul Corno Nero

Qui siamo già sull’ultimo pendio del Corno Nero (4322m)

Sfondo Vincent

In vetta al Corno Nero, sullo sfondo la cresta SE della Vincent, percorsa poco prima.

Corno Nero

Vetta del Corno Nero, sullo sfondo Dufour, Zumstein e P.ta Gnifetti.

Giornata fantastica e divertente, ringrazio Ziano e Giovanni per l’ottima compagnia.

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8 thoughts on “A cavallo del Rosa

  1. allora: innanzitutto i frend li ho dimenticati, poi la corda mi soffocava e mi impediva una buona respirazione che a 4000 m. è già difficoltosa. Però l’idea di colorare di viola il canapone è stata buona, no????
    la discesa morbidissima, neanche un dolorino alle ginocchia… giornata fantastica ciao flaco

  2. ziano, te la facciamo vedere noi una bella fessura a Cadarese dove se vuoi puoi provare a incastrare cordini e fettucce, ma dubito che la faresti anche se ti lasciamo i friend in posto…
    Ma com’è che ve ne andate in giro a sfoggiare le giacche del soccorso alpino?

  3. anonimo, credo che tu non abbia capito un c…e perchè non ti firmi? per me la montagna è solo gioia e divertimento, e non c’è differenza tra chi fa la passeggiata al lago alpino o chi va sulla nord del lyskam! nel precedente intervento scherzavo con il mio amico marco perchè effettivamente abbiamo dimenticato i frend, ma grazie alle “fettuccine” siamo riusciti a far sicurezza lo stesso. come alcuni lettori sostengono, abbiamo avuto un approcio onesto con la montagna, ma del tutto involontario perchè io i frend li avrei portati. non capisco proprio cosa devo venir a fare sulla bella fessura di Cadarese . per finire se qualcuno di noi ha la giacca del soccorso non ti viene in mente che forse ne fa parte?????

  4. forse intendeva dire che la divisa si usa solo per motivi di servizio. Ai miei tempi ti facevano il c..o se osavi anche solo scrivere che eri del soccorso, ma forse il regolamento è cambiato? Boh…! Comunque, caro anonimo, Cadarese è bellissima e ci tornerò ad inizio agosto, ma tu vieni a Sea questo week che di fessure ne trovi anche per “te”. L’invito ovviamente vale anche per gli amici di vettenuvole.
    M.B.
    PS: il programma è su http://www.arrampicata.com

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