Mont Vélan

Bivacco

Al bivacco

L’arrivo tanto agognato dell’Anticiclone delle Azzorre ci porta sul Mont Vélan, vetta glaciale sul confine svizzero in Valpelline.

La salita al Bivacco Rosazza al Savoie avviene tra i luminosi pascoli che contornano i contrafforti di confine. Su tutto domina la mole del Mont Gelè e del Grand Combin. Del Velan si vede solo la cresta di frontiera che sostiene il ghiacciaio, ovvero il Mont Cordine ed il Mont Capucine.

Il Bivacco si trova in un posto davvero straordinario, a balcone sulla valle. Ben fornito, con gas e utensili per la cucina (viene richiesto un contributo di 5€ per il pernottamento e 5€ per l’uso cucina che in questo caso si lasciano volentieri). Per contro l’isolamento della struttura è poco efficace, se la notte è fredda occorre coprirsi bene perchè l’escursione termica interna è notevole.

Siamo partiti verso le 4h45′. Si tratta di una salita su detriti per antonomasia. Un marciume totale, che solo le recenti piogge con rigelo notturno riescono a domare e rendere percorribile.

Oltre il Col di Valsorey inizia la cresta, ma non aspettatevi nulla di alpinistico, è una cresta detritica percorribile tranquillamente su tracce di sentiero. La presenza al Col des Chamois presenta alcuni metri delicati da disarrampicare (I/II) con attenzione solo per via dei soliti detriti molto instabili. Una corda fissa di supporto manco a dirlo è stata divelta da una frana.

Siamo poi saliti fino al Mont Capucin tramite una breve e facile arrampicata (tratti di I, I+), per poi piegare sul ghiacciaio e prendere la normale svizzera. Una prima gobba presenta un tratto a 40° max, piuttosto breve, ma con ghiaccio vivo coperto da una recente nevicata. Il salto finale (max 45°) è di nuovo su ghiaccio con una esile copertura nevosa resa affidabile dal rigelo notturno.

La difficoltà complessiva è probabilmente F+/PD: non tanto tecnica, ma determinata dalle condizioni contingenti della neve e dei detriti.

La vetta è entusiasmante: un circo glaciale enorme, piatto, da visitare e da cui osservare un panorama sterminato. Indimenticabile.

In discesa scendiamo la detritica e franosa cresta est per evitare il tratto a 45° ormai un po’ papposo. Evitiamo anche l’arrampicata del Capucin per la normale svizzera, attraversando alcuni seracchi spettacolari. Il ghiacciaio è grandioso, pittoresco, tormentato da muri e pinnacoli spettacolari. Un ghiacciaio ancora himalayano, che arriva nel fondovalle da esso creato con lenta opera millenaria. Eppure proprio i segni delle morene mostrano un repentino ritiro dei ghiacci.

Riprendiamo la cresta di confine ben prima del Col Chamois, rientrando sulla via dell’andata.

Sotto il bivacco scegliamo il rientro su un sentiero di destra (sempre n°3 del segnavia giallo), che però conduce su un percorso completamente diverso da quello “ufficiale”, pur riportando sempre al punto di partenza (meno male…). Da notare la presenza di un numero incredibile di strade per alpeggi fin oltre i 2000m di quota.

Giornata spettacolare per l’ambiente attraversato, dalla vastità dei pascoli all’alta quota dei ghiacci e del panorama. La vetta, come già detto, è “unica” nel suo genere!

In partenza

A Glacier, dove si parte, presso Ollomont.

Gradevole

Primi passi

Tra le montagne

Architetture affascinanti

Nigritella

Nigritella

Itinerario

Comincia a vedersi il bivacco!

Bivacco

Eccolo!

Grand Combin

La visione del Grand Combin!

Ollomont, laggiù

Panorama dal Bivacco

Mont Gelè

Tramonto sul Mont Gelè

La corda fissa

La corda sfissa – Foto P.M.

Alba sul Velan

Alba sul Vélan – Foto P.M.

Per facili roccette

Roccette facili sul Capucin – Foto P.M.

Dal Capucin

Contemplazioni dal Capucin – foto archivio P.M.

La gobba finale

La gobba finale. Foto Ziano

Velan, la vetta

La vetta del Vélan – Foto archivio P.M.

Grand Combin

Grand Combin, versante spalla Isler; una brutta montagna – Foto archivio P.M.

Glacier de Valsorey

In discesa ci divertiamo a scendere un pezzo del Glacier de Valsorey, lungo la normale svizzera. – Foto archivio P.M.

Saltelli

Saltelli – Foto archivio P.M.

Grazie a Paolo e Ziano. Reflex ferma al bivacco causa ciclo isteresi sballato nella batteria (ma sì, insomma, si è scaricata sul più bello!). Grazie a Paolo per le foto sul Vélan!

Annunci

4 thoughts on “Mont Vélan

  1. Bellissima salita… noi tanti anni fa ci eravamo arresi davanti al maltempo (meglio detto, già la sera l’amico esperto meteo sentenziò l’imminente peggioramento, preparando il terreno alla migliore notte mai passata in un bivacco!! la mattina dopo salimmo fino al colle di Valsorey, giusto per vedere il ghiacciaio)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...