Appenna d’autunno

Il Monte Appenna si trova in Val Troncea. In fondo, per la precisione, e bisogna pure percorrere tutta quella lunga valle per salirci sopra. Un viaggio tra pascoli e dossi erbosi che si inerpicano verso le creste. Di solito in montagna succede così. Salendo si trova un bel bivacco (all’apparenza semplice, ma ben funzionale), il Colle Clapis e la nostra vetta. Da raggiungere di corsa, ma come fanno più i bambini piuttosto che i runner.

Mi piace la montagna d’autunno perchè è bello camminare nell’aria tersa e asciutta, tra colori nitidi e variopinti, per quel senso di pace e tranquillità che permea ogni cosa. Mi piace seguire i dettagli delle valli che pennellano le sterminate distese dei pendii. Mi piace osservare i dettagli delle vette lontane, dove i ghiaccai brillano come lampadine in un mosaico di colori e luci. Mentre le prime nebbie livellate sulle pianure ti avvertono che ormai c’è tutta una nuova stagione che arriva.

Ma soprattutto è bello abbandonarsi a sensazioni, silenzi, piaceri semplici e rilassanti. Perchè l’autunno è puro, decanta i fervori dell’estate, lascia solo l’essenziale, l’equilibrio. Solo cielo, nuvole perfette, pensieri pettinati.

Sappiate che Appenna deriva dal celtico pen, ovvero altura. Questo nome lo troviamo anche altrove. A Vonzo in Val Grande di Lanzo, per esempio, la lunga dorsale che scende a sud dalla Bellavarda è localmente detta La Penna.

Con Clà, che questa volta ringrazio anche per la ricerca etimologica!

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4 thoughts on “Appenna d’autunno

  1. Bellissimo!

    Sebbene non sia ancora ufficialmente autunno, le sensazioni che hai trasmesso con le foto e con i tuoi pensieri sono davvero di quella stagione.

    La toponomastica alpina è affascinante. Forse anche “Pennine” ha la stessa origine?

    “Inseguire” le origini preindeuropee dei toponimi è un viaggio ricco di mistero e di fascino.

    Qualche mese fa, durante una visita al Forte di Exilless, trovo nella libreria, casualmente, un volume della collana “Quaderni di Cultura Alpina” della Priuli & Verlucca che si intitola “Ipotesi sulle radici preindoeuropee dei toponimi alpini”.

    L’hai letto?

    • Mi fai venire in mente che l’anno scorso in punta all’Uja di Mondrone ho trovato una pennina. Un cristallo che si trova in tanti posti tutti accomunati dall’essere alture.

      Alpi Pennine, Appennini, è probabile che vengano tutti da lì. Evocherei Clà per chiederle quale fonte è andata a rispolverare per trovare l’origine dell’Appenna.

      Sì, comunque hai ragione, è il fascino delle parole in generale. Come diceva un romanzo di Vecchioni (e anche lì ci sono le montagne!), le parole non le portano le cicogne. Le parole con la loro origine raccontano storie incredibili.

      Non ho letto il libro che citi, ma solo dal titolo penso che valga la pena andarlo a cercare (grazie!).

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