Nell’occhio del ciclone

Ora, come sapete nelle prossime ore è previsto maltempo. Un breve passaggio perturbato che potrebbe portare un po’ di pioggia, ma con un rapido calo termico e raffiche di vento fino a 50Km/h. Perchè succede questo? E nonostante i venti richiamati fino ad oggi siano stati piuttosto miti.

Perchè in quota si sta approfondendo uno strettissimo minimo depressionario, un vero e proprio ciclone mediterraneo che dal Golfo Ligure domani si sposta a sudovest perdendo rapidamente energia. Il minimo depressionario raccoglie al suo interno aria molto fredda. Essendo la pressione molto bassa (siamo intorno ai 988hPa barometrici) l’aria è molto instabile, leggera, bendisposta ai moti convettivi: temporali e grandinate fuori stagione insomma. Tutto questo causa il precipitare dell’aria fredda, assieme a piogge e nevicate. Si sta verificando qualcosa di piuttosto anomalo.

Rapito dall’entusiasmo dei circoletti concentrici indicati dalle carte sinottiche mai visti così vicini nelle nostre zone, mi concedo nel pomeriggio una fuga sulla Uja di Bellavarda per andare a vedere l’atmosfera riottosa prima del peggioramento convettivo. Ovviamente io e la mia reflex, nessun altro in giro.

Ecco così che questo pomeriggio è proprio finito perso con la testa tra le nuvole, a caccia di stranezze atmosferiche. Un leggero föhn arriva dai confini, dove c’è la gunfia (la tormenta) creando maggiore contrasto con l’aria umida e più immobile proveniente dalla pianura. Le nuvole partono dal basso e salgono veloci, si attorcigliano, formano piccoli cumuli in continua evoluzione. A volte ti arrivano addosso che sembrano investirti, a volte pare di volarci in mezzo.

Sopra i 2000m è prevalentemente sereno, ma l’aria è piuttosto fredda. Sulla cima ci si ferma poco, quel tanto che basta per qualche foto. Il paesaggio, modellato e avvolto dalle nubi dai profili netti e in rapida evoluzione è assolutamente eccezionale. A ciò si aggiungono i colori dell’autunno, già di per sè molto vivaci.

In pianura il cielo è più scuro, avvolto da stratocumuli, ma diversi da quelli livellati propri delle inversioni termiche autunnali (come questi e questi). Oggi sono frammentati e tendono a salire formando già qualche cumulo. In serata appare anche qualche alto cirrostrato. Nei momenti che precedono il tramonto le nuvole continuano a giocare con il panorama, ravvivando prospettive insolite, gettando raggi di luce e veli nell’aria.

Arrivata la sera l’aria è insolitamente calma mentre ammiro gli ultimi colori che il sole imprime arrabbiato sui pendii della Bellavarda. Finisce qui un pomeriggio incredibile, nemmeno solitario. Perchè oggi le nuvole sono state amiche e abbiamo giocato insieme.

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4 thoughts on “Nell’occhio del ciclone

  1. Bravo flaco. Hai onorato alla grande uno dei luoghi della Val Grande che custodiscono pezzetti del mio cuore…

    Foto strepitose, giornata perfetta per andare in quota (bravo ad aver interpretato i bollettini meteo), insomma le tipologie di escursioni che io adoro, quando la partenza non è solo dettata dalla voglia spasmodica di vita all’aperto ma anche suggerita dalla strizzatina dell’occhio del ciclone… 🙂

    Mi hai fatto venire un’ottima idea per il prossimo Corso Base di Escursionismo al CAI Uget…

  2. Spero che prossimamente riuscirai a fare altri post di questo tipo dove coniugi l’escursionismo con la meteorologia.

    Credo che abbiamo bisogno anche di questa cultura nel nostro Paese.

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