Ancora sui romanzi di montagna

In questi giorni di nuvole e di fine estate una lettura interessante è il breve romanzo “Acque Rosse” di Gianpaolo Castellano. Dopo il Passo del lupo, una trama complessa per descrivere la leggerezza dell’essere, l’autore ci propone ora un’opera fluida per descrivere le difficoltà dell’essere.

L’ambientazione ricorda certe storie di Corona, tra le diffidenze delle genti di montagna verso l’estraneo che qui sono un substrato per l’intreccio di enigmi e tragiche vicende. Una montagna che divide, ma che unisce nelle esperienze che portano a conoscerla e condividerla.

Due considerazioni su questa lettura. La dedica iniziale tratta da una canzone di Vecchioni forse non è un caso. Come nel primo romanzo di Vecchioni anche questo inizia con il racconto di un’arrampicata, e anche questo ha per protagonista una studentessa che in montagna troverà amicizie che le segneranno l’esistenza.

La seconda circostanza interessante di questa lettura mi ricorda una canzone di Guccini, Quello che non… Ovvero che è più semplice, magari dopo particolari accidenti della vita, dire quello che non siamo, che quello che siamo. E in questa estate che non c’è, non posso che consigliarvi una lettura così adeguata!

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