Revontulet

Nella luce dell'aurora

Sopra il Lago di Inari, quasi 70° di latitudine nord, -21°C, con le aurore boreali.

Non è proprio la cronaca di un viaggio, ma appunti sparsi di ricordi e sensazioni di un viaggiatore improvvisato, con valigia di fil di ferro e spago. Una raccolta di foto la trovate qui.

I viaggi sono sinonimo di desiderio, sogno, curiosità insieme, e si coltivano nel tempo. Qualcuno sostiene che i desideri più grandi, e in generale gli amori più grandi sono dei colpi di fulmine che ti investono in un istante, improvvisi e incontrollabili. Per me non è mai stato così. L’amore è lentezza e costanza. Le passioni crescono, si alimentano con il tempo e di un’idea alla fine ci si innamora completamente, in ogni dettaglio, aspetto, risvolto.

Ecco così che in realtà è da anni che sogno di fare un viaggio in Lapponia, in Finlandia.

Per vedere le aurore boreali, le “northern light”, mi sono dapprima iscritto ai servizi di “aurora alert”. Qui mi piace ricordare anche quello di Bussola. E sono sopravvissuto a quel servizio, l’unico italiano che io sappia, risalente al precedente massimo solare e chiuso pochi anni fa.

E mi stava scappando anche questo ciclo solare, poi il destino (chiamiamolo così, o caso, circostanze contingenti), mi ha dato una mano. A volte ci va un po’ di fortuna per passare dall’idea ai fatti.

La scelta

Intanto dovevo scegliere il “pacchetto” di viaggio. Da solo a congelarmi da qualche parte, con la mia totale inesperienza nei viaggi? Capacissimo di farlo magari, molto probabilmente sarebbe stata anche l’ultima azione della mia vita, e rimando alla frase precedente.

Sono rimasto attratto dalla presentazione dei viaggi “Avventure nel mondo”. Mi sembrava un viaggio equilibrato: per conoscere la Finlandia, ma orientato all’osservazione delle aurore. Leggo però che il coordinatore potrebbe non risultare simpatico a tutti. Diamine, sentiamolo subito, anzi sentiamola. Ammetto di non avere esperienza a viaggiare, magari avverte la mia perplessità, mi smonta e buonanotte. Non è così per fortuna. Mi scopro a parlare con Sabrina, una persona curiosa, sensibile alla natura ed ai suoi fenomeni. Sa benissimo che tipo di spettacolo andiamo a cercare, quali sono le situazioni migliori per osservarlo, i periodi adeguati ed ha pianificato tutto molto bene. Bene, si parte!

Helsinki

Ho la fortuna (avevo già scritto fortuna?) di trovare Sabrina a poca distanza da dove vivo, così affronto con lei la prima parte del viaggio, da totale sprovveduto. In montagna in genere so sempre dove vado, ma in città, specie negli aeroporti, nei parcheggi, terminal, nelle stazioni è davvero un Gran Casino Generale. Qui sì che ci vorrebbe GPS, bussola, cartina… Dissimulo senza successo e ammiro la splendida persona appena conosciuta.

Ci si conosce tutti a Helsinki. L’ultima componente del gruppo arriva da Roma e le perderanno le valigie per due o tre giorni, un incubo!

Helsinki

La cattedrale luterana di Helsinki

Helsinki è una città carina, ma secondo me non merita più di qualche ora di visita. Nelle ore di luce ci rechiamo in traghetto verso l’isola delle prigioni.

Helsinki

Un curioso dettaglio della chiesa ortodossa. Il lampadario scende e sfugge al campo inquadrato.

Brina

Anche nei bar/caffè Brina continua a pianificare con instancabile dedizione

Napapiiri

A sera prendiamo il treno notturno per Rovaniemi. Ne approfitto in stazione per combinarne una delle mie e rotolare perpetuamente con la valigia sulle scale mobili, inducendo Andrea alla fuga per non essere travolto e perdendo ogni residua possibile credibilità nei confronti di Sabrina… devo rappresentare un caso disperato. Dissimulo e sostengo di stare benissimo; in realtà sono un po’ ammaccato e sconvolto. Sul treno dovrei servirmi di una scaletta(!) per arrivare alla cuccetta del letto-castello, ma preferisco affrontare un passo di III.

Napapiiri è un villaggio turistico che in finlandese significa “circolo polare artico”. Si trova davvero sul circolo polare artico (e chi l’avrebbe…!), pochi chilometri a nord di Rovaniemi. Ebbene sì, è il 24 dicembre, ci sono -21°C e siamo a casa di Babbo Natale. Ci sono code lunghe ore per spedire le cartoline di rito, tant’è che preferisco passare il tempo in altro modo. Visitiamo il paesino, scatto foto, vediamo le prime renne. Le luci della notte creano un effetto suggestivo. In realtà ho sempre creduto alle favole e ho fatto questo viaggio solo per incontrare Babbo Natale!

Napapiiri

Compagni di viaggio!

Napapiiri

La casa della cinciarella (artica)

Napapiiri

L’igloo sembra non meritare la visita interna ($$$). All’esterno è carino! Vale e Brina l’hanno visitato e dalle foto ho capito che in fondo era un po’ più interessante di quanto ostentato.

Inari e le aurore

In “serata” (si fa per dire, qui l’ora non ha senso, è sempre sera) ci aspetta un comodo viaggio in autobus verso Inari, a circa 400Km a nord del circolo polare. Il cielo è sereno. Ci sono -29°C. Non ricordo chi, forse Giulia, si avvede dell’aurora (che da esperto della situazione scambio in principio per un riflesso del finestrino). Blocchiamo il mezzo per osservare il fenomeno. Semplicemente spettacolare, emozionante. Un’enorme “coda di volpe”, la revontulet della tradizione finlandese, una di quelle rare aurore che coprono tutto il cielo è di fronte ai nostri occhi. Un denso arco luminoso attraversa lo zenit e si apre sull’orizzonte in frange vibranti e colorate di blu e rosso. Non l’ho fotografata, il cavalletto non è a portata di mano e difficilmente farei in tempo ad immortalare il rapido fenomeno. L’emozione non è descrivibile.

A Inari prendiamo possesso di comodi, caldi bungalow. Altre aurore danno spettacolo e questa volta le fotografo. Sono meravigliose.

Aurore boreali

Le prime aurore

Il 25 dicembre ci aspetta, nelle poche ore di luce, la gita con la slitta trainata dai cani sul lago ghiacciato. Sono animali fantastici. Un’esperienza davvero emozionante, seguita da una tisana in tenda sami. Qua in Finlandia il mirtillo sembra il frutto nazionale per antonomasia.

Cani

La gita sul lago con i cani

Il gruppo

una foto di gruppo

In serata si preparano altre aurore spettacolari. Scatto una bella foto a Giulia, che si affanna con il cavalletto ed una reflex che non conosce, ma sono certo che possa ottenere qualche buon risultato.

Revontulet

Una straordinaria revontulet!!!

Revontulet

Sedetevi, lo spettacolo è iniziato.

Il 26 dicembre dopo una passeggiata sul lago visitiamo il museo Siida della tradizione lappone. Interessante anche l’area espositiva dedicata alla ricostruzione degli ultimi 10000 anni, con le fasi della glaciazione in Scandinavia.

In serata il cielo è velato, le aurore sono meno evidenti. Ma a sorpresa, in tarda notte, danno uno spettacolo favoloso. I compagni di viaggio sono sempre vigili, in particolare Sabrina che ormai si è rassegnata a coordinare anche me per non lasciarmi perdere le migliori occasioni fotografiche.

Inari ha migliaia di abitanti, ma di sera qui non si vede mai nessuno. Tra le 5 e le 6 chiudono tutti e vanno a dormire.

Piove l'aurora dal cielo

Attenti a cosa piove dal cielo!

Aurora aliena?

Aurora aliena?

Il 27 dicembre visitiamo una fattoria delle renne poco a nord di Inari. Ci raccontano la vita di questi villaggi, come si svolge, che lingue parlano, dove sono le scuole. Alla fattoria ci si diverte con le renne, animali mansueti che mangiano le alghe dalle nostre mani. In casa prosegue un’interessante lezione sulla vita della renna ed i suoi prodotti. In particolare le scarpe di pelle sono davvero straordinarie. Rifletto su quanto questo sia un turismo che valorizza il proprio territorio e le proprie tradizioni.

Renne!

wow!

L'ora del pasto

mangerà anche me?

Renne

wow

Tenerezze

tenerezze

Scarpetta di renna

Annalisa indossa la scarpa di renna, con allacciatura tipica.

Gatto lappone

“don’t touch the cat. The cat is very independent”. As Springsteen says: you can look, but you better not touch! Ah ah ah

Saariselkä

Gelo artico

La tundra nei dintorni di Saariselkä

Ragazzi che caldo!

Ragazzi che caldo che fa!

Soffice

magie dell’artico

 Il 28 dicembre si parte per Kiilopää, un villaggio alberghiero sperduto nella tundra, dove la natura offre scenari meravigliosi. La neve copre completamente gli alberi, creando figure incantevoli, fiabesche. Questa sera è Raffaella, persona straordinariamente simpatica, a spronarmi per fare qualche altra foto. Le aurore sono deboli, ma il paesaggio suggestivo con la luce lunare regala momenti di autentica magia. Val la pena congelarsi di nuovo un po’ per fare queste foto.

I colori con la luna

La luna e l’aurora.

Aurore nella tundra

Aurore nella tundra

Siamo al 29 dicembre. Di nuovo mi ritrovo fortunato, perché la sorprendente Annalisa – con la quale scopro di condividere la passione per l’alpinismo! – mi propone una gita ambiziosa. Mi chiedo se mi abbia letto nel pensiero. Andare a piedi da Kiilopää al centro di Saariselkä. Sono 17Km di strada, ma tagliando in mezzo alla tundra si risparmiano un po’ di chilometri. L’ufficio turistico ce lo sconsiglia, ma è evidente dalle carte che i tracciati ci sono. Così ci avventuriamo. Camminiamo nella tundra gelata. Gli alberi sono coperti di ghiaccio, irriconoscibili. Poi si alza un vento gelido e un po’ di tormenta, i dettagli spariscono, diventa difficile fare foto nella luce di un bianco omogeneo ed indefinito. Scatto alcune spettrali foto in bn. Intanto camminiamo e i chilometri passano. Lungo la strada avvistiamo una kiruna, una sorta di pernice artica… pare che sia l’animale tipico della Finlandia dopo la renna! Quando arriviamo a Saariselkä è quasi notte. Nevica, c’è vento, -16°C. Un Caffè semideserto ci riporta il conforto del caldo. Visitiamo i negozi del centro turistico.

Conifera nel gelo

Dove il bianco copre ogni cosa

Funghi di ghiaccio

Funghi di ghiaccio

Meraviglia!

Meraviglia! Grazie Annalisa!

Durante il cammino

Scenari incredibili

Siamo arrivati!

Siamo arrivati!!!

Prima di tornare fermiamo una turista di passaggio: mi farebbe molto piacere uno scatto con la compagna di questa bellissima giornata. Non lo so ancora che è l’ultima foto di questo viaggio. Sono stati giorni il cui ricordo resterà indelebile.

L’angolo dei tecnicismi

Da inge non posso tralasciare alcuni tecnicismi per eventuali curiosi. Per fotografare l’aurora ho preso un Samyang 10mm montato su Canon EOS 450D. Una DA sarebbe forse migliore per enfatizzare il rosso, essendo priva di filtro infrarosso. Attenzione che il Samyang è molto sensibile ai riflessi, nonostante il paraluce incorporato (che tra l’altro blocca la luce del flash della EOS… ma chi se ne frega, rinunciamo a fare compositazioni con le persone in primo piano). La nostra zona del lago soffre di un particolare inquinamento luminoso, che ha rovinato alcuni scatti sbadati.

Per il resto la luminosità a f/2.8mm è sufficiente per ottenere buoni risultati a 1600ISO, con sottrazione automatica del dark frame ed un po’ di postelaborazione in Camera RAW (un tocco di luminanza per ridurre il disturbo residuo). L’esposizione è un problema perchè la luminosità e la velocità dell’aurora cambiano improvvisamente. Normalmente si va dai 4 ai 20″, tipicamente sui 10″. Qui trovate alcuni utili consigli sulla fotografia all’aurora.

Per fortuna non è vero che a -20°C la macchina o le batterie smettono di funzionare, nemmeno quella del telecomando, ma questa resta sempre in mano. La ghiera per la messa a fuoco manuale del Samyang è un po’ morbida, c’è il rischio che si sposti, quindi bisognerebbe anche ricordarsi di verificare ogni tanto che la posizione resti su infinito.

In Finlandia, regione di laghi per eccellenza, il freddo è molto umido. Non guardate o passate vicini all’obiettivo: se condensa congela subito e non lo recuperate più per delle ore! Non è così facile pensare a tutto questo mentre il cielo si infuoca in spettacoli che fanno trasalire.

Un leggero e stabile cavalletto con bolla è sufficiente. Il live view non l’ho trovato utile. Nella tenua luminosità evviva la reflex che ti lascia vedere quel che vede!

Alcuni sostengono che la reflex sia indispensabile. Secondo me Sabrina qualche bella foto l’ha fatta, con una buona mirrorless. L’importante è avere il cavalletto, il grandangolo, i tempi manuali, il fuoco manuale, la sottrazione del dark frame non guasta e una buona sensibilità ISO a basso rumore. Ovviamente una buona elettronica e batterie che durano.

Per il freddo agli arti nessun problema particolare. Le mani, con dei semplici guantini che consentano di armeggiare la fotocamera, congelano. Ma si riattivano… facilmente.

Tra i filtri dei ricordi e delle emozioni ringrazio gli indimenticabili compagni di viaggio (Andrea, Sabrina, Raffaella, Sabrina, Francesca, Elena, Sole, Eleonora, Giuseppina, Giulia, Valentina, Annalisa).

Ho aperto questo diario nel 2007 per raccontare di montagne, ma anche per aprire un discorso più ampio oltre le solite due o tre valli. Perché ho scritto e confermo che è vero che per trovare l’avventura non c’è bisogno di andare lontano, ma è anche vero che ogni tanto il lontano è nondimeno affascinante. Forse sono riuscito solo con questo ultimo conclusivo post a farlo capire o a farmelo capire. Per il resto ormai ho scritto tutto e forse già troppo. Ringrazio chi mi ha seguito e chi ancora magari seguirà su Flickr …e chi segue la stazione meteo. Buon anno!

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13 thoughts on “Revontulet

  1. Benvenuto nel mondo dei viaggiatori! Le Aurore Boreali mi piacerebbe proprio vederle ma per i miei viaggi ho sempre preferito mete più calde (tranne il Ladak in inverno). L’avventura in questo caso non si trova proprio dalle parti nostre, vale la pena spendere un po’ di soldini e prendere un po’ di freddo in cambio di calde esperienze naturali e magari pure umane. Come sempre belle fotografie. Buon 2015

  2. Le foto sono davvero suggestive. E hai fatto venir voglia di partire anche a me! Non che ci voglia molto a convinvermi, in genere, Ma mi hai incuriosito verso una meta che non avevo mai preso in considerazione. Almeno fino ad ora 😉

  3. @Gp: Puro Vangelo!
    @Renato: Puro Vangelo. Buon anno anche a te!
    @xhiaoShilvia: mi fa piacere averti ispirata! Dai, basta solo rinforzare un po’ l’abbigliamento che già si usa normalmente a Chialamberto 🙂

    • Grazie Serpillo! Prima o poi magari ci sarà di nuovo da scrivere, non so… “mai” e “sempre” in fondo non esistono mai (giusto per contraddirmi in termini 😉 ). Cavolate o sensazioni che fossero ho scritto senza cercare seguito, ma l’interesse dei pochi lettori mi ha sempre fatto molto piacere. Ti ringrazio.

  4. Grazie Marco per le foto e per il racconto! Ormai riesco a seguire a leggere i blog solo ogni tanto e ho visto questo post solo adesso. mi ricordo delle aspettative che avevi per questo viaggio e vedo che sono state soddisfatte.
    Spero davvero che non smetti di scrivere e di pubblicare bellissime foto. Abbiamo bisogno di immagini e pensieri sereni per dimenticare le brutture di ogni giorno che ci circondano.

    • Grazie a te Paolo! Guarda, anche io faccio un po’ fatica a stare dietro a tutto, e questo è quanto. E` molto bello quello che dici ed è quello che cerco di fare nel mio cammino: vedere quanto di bello abbiamo e dargli valore, farlo restare. Grazie

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