Natale sull’Uja

Uja di Mondrone

Ciamarella a secco

A dir la verità questa è una lunga storia.

Correva l’anno 2005 e per caso giunsi sul sito web di Mondrone (www.mondrone.it), dove trovai l’affascinante relazione di Vaccarone, che parlava della storica prima invernale italiana sulle Alpi, la cui destinazione era appunto l’Uja di Mondrone.

Decisi così di reclutare qualche amico speciale che il 24 dicembre non avesse meglio da fare che accompagnarmi sull’Uja. Non solo per suggestioni storiche, non solo perchè come disse Mummery le grandi imprese diventano nel tempo “ascensioni da signorine”, ma anche perché nel frattempo pure i cambiamenti climatici ed un anno eccezionalmente asciutto e mite fecero dell’Uja una passeggiata quasi estiva.

Ma quel giorno non ne andò bene una. A partire dalla provinciale chiusa che quasi per una beffa rese “sforzo erculeo” già solo arrivare a Balme! Per di più non avevamo nè picca, nè ramponi (quale leggerezza!) e ci arrendemmo su una breve placca ghiacciata. Ci riprovai l’anno dopo, attrezzato, ma non tutti gli anni sono siccitosi, e sono sufficienti 30cm di neve per diventare un metro sulle cenge e rendere molto ardua l’impresa.

Feci finta di dimenticarmi dell’affare sperando in una nuova siccità alla 2005, che però non si ripresentò più. Certo avrei potuto salirla in stile alpinistico, con tutte le cautele e precauzioni del caso. Ma io come un legame chimico stetti nello stato di minore energia, attendendo le condizioni. Amici nuovi, vecchi, entusiasmi e delusioni passarono. Iniziarono una serie di inverni miti e molto umidi, tant’è che mi iniziai addirittura allo scialpinismo. Anche quest’anno, un metro di neve ad ottobre fece naufragare ogni speranza.

Poi sapete come vanno le cose. Un inverno non solo siccitoso, ma caldissimo, comincia a far sciogliere i ghiacciai non solo d’estate, ma anche in inverno. Un salto di qualità dei cambiamenti climatici non da poco, un’accelerazione degli eventi non banale. E così, eccoci qua. A Natale sull’Uja. Si sale come d’estate, senza picca, né ramponi. Con un po’ di attenzione anche senza toccare la poca neve che si trova qua e là sopra i 2700m.

Chissà cosa direbbe oggi il Vaccarone, che Balme si raggiunge comodi comodi e l’Uja si sale in maglietta. Tutto cambia, da sempre. Eppure se provate a salire in una silenziosa giornata di vigilia di Natale, tra gli enormi stambecchi che giocano sopra Le Piane, nel sole che spunta accecante ed improvviso sopra le nuvole basse, nell’aria luminosa e tersa di questi corti giorni che proiettano lunghe ombre, se riuscirete a staccarvi dalle frenesie del Natale cittadino degli stress, allora scoprirete un’atmosfera unica e ineffabile oggi come un secolo fa. Un miracolo che si rinnova, che dona ancora una vera soddisfazione e serenità nello spettacolo delle montagne.

Alle 11h55′ ci prendemmo a pistolettate (con assai cortesia fornite dal formidabile Jcr) in vetta, indi cominciammo una perigliosa discesa, nella quale ognuno di noi due ebbe le proprie peripezie, che per essere passate liscie, rallegravano ad ogni quando la brigata. Giungemmo ai casolari della Molera, e quivi, concessa mezz’ora al riposo e ad ammorzare le infuocate fauci col tepido latte, il prelibato liquore dell’alpinista, riprendemmo cammino.

Ringrazio Paolo, Erika, Jcr per questa giornata. Un saluto allo spirito del Vaccarone. Buone feste.

Uja di Mondrone

stambecchi giocosi

Uja di Mondrone

le nebbie di Natale

Uja di Mondrone

“il cielo è blu sopra le nuvole”

Uja di Mondrone

Monte Servin servito a Natale

Uja di Mondrone

Lungo la salita

Uja di Mondrone

Lago del Mercurin

Uja di Mondrone

Panorami

Uja di Mondrone

il tempo della luna. Buon Natale!

Partiti il giorno 23 da Torino fummo salutati dai nostri colleghi poco meno che pazzi, siccome quelli che nella iemale stagione frullava nel capo l’idea di alpestri ascensioni; che anzi fuvvi chi si peritava di asserire che non solo era follia il pensare di ascendere qualsiasi monte di qualche elevatura, ma sarebbe stato sforzo erculeo l’aver potuto toccare Balme.
Niente di tutto questo, e i pregiudizi dei nostri egregi colleghi caddero naturalmente dappoiché in oggi 24 dicembre noi abbiamo potuto felicemente eseguire l’ascensione dell’Uja di Mondrone di circa 3000 metri, ascensione fatta per la prima volta dal rinomato alpinista Leopoldo Barale il 13 luglio 1873 colla coraggiosa, abilissima e simpatica guida Antonio Castagneri di Balme. (Vaccarone – Martelli)

Ps: Vaccarone ignorava che la prima salita all’Uja era stata intrapresa da Tonini.

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4 thoughts on “Natale sull’Uja

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