Di fine stagione

Piccola Ciamarella

La Piccola Ciamarella, attimo di una visione di breve durata.

Negli ultimi tempi ho inanellato una serie importante di “insuccessi” scialpinistici nei dintorni della Ciamarella, di cui non sempre ho fatto menzione.

Tutto è iniziato dal primo maggio di qualche anno fa, quando non riuscii a salire l’Albaron per cattive condizioni. Meteo e di neve. Ricordo anche i fragorosi distacchi dalle pareti del Monte Collerin. Non meglio l’anno scorso, quando giunto sul ghiacciaio della Ciamarella tornai a valle. Quest’anno è venuto il meglio. Il 25 aprile, dopo esser saliti da Balme al Gastaldi – destinazione Albaron – un tormenta di neve e vento con quindici gradi sottozero sconsigliò le migliori intenzioni.

Oggi che viene aggiunto un importante capitolo a queste peripezie. Con Enrico saliamo verso Pian Gias, io a piedi per sentiero, mentre lui testa la tenuta del Canale delle Capre. L’idea è salire la Piccola Ciamarella, ma la nebbia impera anche oggi. Ci si perde in un bianco che più bianco non si può, oh no! Suggerisco di proseguire nel Pian Gias, verso l’Albaron. Tanto lì, anche se non si vede, chi si perde! Come no, per timore di finire sotto il Collerin – i distacchi dicevamo… – cominciamo a salire decisamente a destra. Uhm, dove sarà il Passo di Chalanson Superiore, eppure non ricordo questi pendii…

Ops, forse abbiamo esagerato un po’ ad allontanarci dal Collerin, che sorride beffardo da una provvidenziale breve schiarita! Ecco che con un bel semicerchio finiamo addirittura sul Ghiacciaio della Ciamarella. A due passi dalla Piccola però! Bene, uao, va benissimo! Cominciamo a salire al Colle omonimo, che ogni tanto si vede, ma più sovente no. Qui veniamo accolti da una bufera di vento e nebbia, e la Piccola Ciamarella chi la vede più? Nebbia e vento da non vedere l’ora di andarsene, altro che Ciamarelle.

Sul ghiacciaio, poco sotto, si sta già meglio e sfruttando provvidenziali schiarite torniamo a Pian Gias. Nella nebbia con gli sci è come galleggiare in un gran vuoto bianco, sensazioni che penso nessuna erba possa regalare. E qui mi viene l’ideona che dà il senso alla gita. Per non scendere il Canale delle Capre, e per non fare il sentiero estivo, perchè non salire al Gastaldi e scendere il Canale d’Arnas?

Saliamo brevemente il ripido pendio sci a spalle e arriviamo nei pressi dell’arrivo della teleferica. Ma chi la vede, è qui vicina, ma dove? E dove stiamo andando? Gira e rigira ritorniamo verso il sentiero estivo quasi sbattendo dentro un palo della teleferica.

Il tracciato di oggi sembrerebbe un percorso da ubriachi. Con un semplice GPS usato nel momento giusto si sarebbe potuti andare dove desiderato, senza esitazione, senza fantasia. Però, a ben vedere – ma oggi c’era la nebbia… – penso che ogni tanto (ogni tanto!) il vero divertimento sia provare ad andare. Non importa poi bene dove, giusto così a istinto, tra luoghi grosso modo noti dove tornare indietro è sempre un’opzione. Si trova così un inaspettato divertimento anche nella nebbia, nell’andare per il solo gusto di andare, senza arrivare. Arrivare dove poi, nella nebbia è tutto uguale.

Pensa te, a volte, nella nebbia si scoprono cose nuove, percorsi nuovi, cose che altrimenti non avresti mai visto.

Pian Gias

Il nebbione arriva a Pian Gias

Sul ghiacciaio

Sul Ghiacciaio della Ciamarella, poco sotto il Colle della Piccola Ciamarella.

Ciamarella

La Ciamarella sopra le nubi

…e grazie a Enrico per questa giornatona spettacolare!

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