Una Pintas di neve

Pintas

The forest!

Come si fa a rinunciare al Pintas con la neve fresca?

No, non si può. E così, anche se la voglia ultimamente è un po’ mancata, o non è mai mancata, ma forse le circostanze sì, eccoci di nuovo qui tra le montagne innevate.

La cima del Pintas, sopra Susa, con la neve fresca è irrinunciabile. Le foreste di larici coperte di neve sono irrinunciabili. Il silenzio della neve, la sua morbidezza sono irrinunciabili. Ed anche gli alberelli conciati ad abete di Natale.

La parte finale è come sempre ventilata, anche oggi che ci sono nubi e il cielo sembra immobile. Ma questa volta la neve è buona pure nell’ultimo tratto. Anche se il vento è teso e copre le pietre e gli steli d’erba di calabrosa. Il vento è il sussurro della nostra madre terra, il vento è la mano del nostro padre del cielo, il vento veglia sulle nostre lotte e piaceri, il vento è la dea che per prima ha imparato a volare, il vento dà la pioggia e poi ci costruisce un arcobaleno, nel vostro cuore e nel vostro spirito lasciate che la brezza vi circondi – ah ma questo è John Denver!

Così, dopo aver preso suddetto vento, scendiamo nella neve soffice. Merita oltremodo una ripellata tra i larici. E in un attimo finisce anche oggi, che il tempo è come un fiocco di neve, svanisce prima che decidiamo cosa farne (cit).

Pintas

Albero natalizio

Con Ziano “flippangher” e compagnia bella.

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